The Tweets of a RatMan

Saltando fra le pozzanghere

Domenica: Gogol Bordello

Giovedi: Marta sui Tubi

Venerdì: Bluebeaters e Hormonauts

Sabato: Stereophonics e Sigur Ros

 

Fra poco più di mezzora inizia il concerto dei Calexico a Bologna. Li seguo da 8 anni, non assiduamente,non sono un fan. Aspettavo una data vicina per non lasciarmeli scappare.

Invece sono a casa, con i nervi a fior di pelle. Di nuovo a controllare "cose di lavoro". 

E me la merito stavolta. Perchè dopo anni dovrei aver capito. Perchè dopo tutti i consigli degli amici avrei dovuto ficcarmi in testa che è ora di cambiare. Perchè alla fine andrà via senza che abbia sbiascicato una parola ed andrà via per inseguire i sui sogni. Perchè l'anno scorso l'unica persona che è stata in grado di portarmi serenità e amore mi spronava ad andarmene e ad inseguire i miei di sogni. E io l'ho insultata. E continuo a farlo oggi, ogni giorno, rientrando in quell'ufficio. Ogni sera, riaprendo il pc non so bene neanche io per quale motivo, per attaccamento a quello che faccio, perchè ci tengo, perchè mi dispiace quando un progetto va male non per colpa mia. E antepongo queste cazzate, perche di questo si tratta, a ciò che vorrei fare veramente, a ciò che potrei fare, o semplicemente a un minimo di serenità e felicità.

Ma arriverà quel momento, è già iniziato ad arrivare. Lo devo non tanto a me, quanto alle persone che ho vicino. Sceglierò come sempre la strada più contorta per arrivarci ma quel giorno arriva.

"Sei felice Riky?"

"No oggi no, ma non manca tanto."

Hoppipolla

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    Destino Beffardo

    Anni fa le prime partite dei Mondiali Antirazzisti…nel futuro un lavoro? Sta di fatto che quando il caso o il destino ci si mette sa davvero essere beffardo

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      Slow and steady

      "È il problema degli obiettivi, dici: sono cose di cui parli molto, ma poi non fai mai."  [Planet Terror]

       

      The lights go out, I am all alone
      All the trees outside are buried in the snow
      I spend my night dancing with my own shadow
      And it holds me and it never lets me go


      I move slow and steady
      But I feel like a waterfall
      Yeah, I move slow and steady
      Past the ones that I used to know


      My dear old friend, take me for a spin
      Two wolves in the dark, running in the wind
      I'm letting go, but I've never felt better
      Passing by all the monsters in my head


      And I'm never ready
      'Cause I know, I know, I know
      That time won't let me
      Show what I want to show


      And I'm never ready
      'Cause I know, I know, I know
      That time won't let me
      Show what I want to show

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        Balord*

        Ogni tanto mi ricordo, quasi con un senso di colpa, di questo piccolo spazio. E' qua da anni a raccogliere sfoghi, pensieri e speranze di chi scrive. Forse si è anche un po' rotto i coglioni di stare ad ascoltare e di non essere mai ascoltato.

        A volte mi fa un po' impressione rileggere certe pagine. Son passati anni, ma le ricordo come se le avessi vissute ieri. C'è dipendenza strana fra tempo e ricordi. Son frasi banali, ed essendo tali, sono però anche reali.

        Oggi è una di quelle sere in cui riapro questo libro e scrivo. Sere, sono poi le 4 di mattina, ma un bioritmo sfasato non mi fa chiudere occhio. 

        Postumi della Balorda.

        Questa edizione della Balorda ha rispecchiato bene tutto l'inizio del''anno. Triste, bagnata, sottotono. Tuttavia meritevole di essere vissuta. L'anno bisesto per ora non sta portando grandi soddisfazioni, ma non tornerei indietro su nulla. Specie a quel 20 febbraio. Uno dei più bei concerti della Bandabardò visto e sudato come sempre con degli ottimi amici. Le cose hanno preso una piega differente nel rientro a casa e per 3 mesi diciamo che ho avuto molto tempo per pensare a quello che sto facendo e a come lo sto facendo. A qualsiasi cosa. Lavoro, amicizie, parentele, amori o di quelli che io chiamo tali. E' vero. Manca qualcosa. Tuttavia non riesco ad essere nè soddisfatto nè insoddisfatto.

        C'è una sorta di lassismo in tutto ciò. Di ozio. A volte mi ci cullo anche volentieri. Qual era quindi quello stimolo che mi faceva girare, che mi faceva giocolare o prendere in mano qualsiasi strumento? C'è un motivo per il quale reagisco facendo spallucce e dicendo "passerà" o "si sistemerà".  Qual è?

        E ne vale la pena? No.

        Perchè poi è logico allora non essere completamente soddisfatti su nulla. Logico avere un lavoro stabile ma che tuttavia non sta portando a nulla. Logico andare in giro a fare foto e metterci mesi per svilupparle e darle a chi te le chiede. Logico esagerare qualche sera e poi pagarne giustamente le conseguenze. Logico essere amato e ingiustamente non riuscire a ricambiare, pur volendolo magari. 

        Anni fa di punto in bianco proposi una giornata di "chiacchiere". Mi buttai, senza paracadute, e furono 4 anni bellissimi.

        Quello era lo stimolo. Quello deve essere lo stimolo.

        C'è ancora tanto da cambiare, ma ci sono ancora tante cose da fare.

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          Tra Ziggy Stardust e Severus Piton, ciao Vèz.

          Il Vecchiaccio

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