Senza categoria

14th marzo
2010
written by rattobondo

 

18th ottobre
2009
written by rattobondo

 

Cosa mi spienge a riscrivere dopo mesi?Cosa mi fa riaprire colpevolemente il mio stesso sito abbandonato? Forse la verà contentezza delle mie piccole certezze…agognate e conquistate giorno per giorno…piccoli trofei in una invisibile mensole nella mia stanza incasinata…

Ho una tesi che non va avanti, professori che non si fanno trovare in facoltà, mille pensieri in sardegna, delle soddisfazioni al lavoro, una favola fra le dita…tutte cose che mi hanno un pò spinto fuori dalla cura del mio piccolo spazio web…e dire che l’avevo fatto per tenerlo aggiornato, per dare qualche dritta su programmini(free) trovati, su news che sui giornali di destra o sinistra non si trovano eprchè troppo preoccupati di far credere ai coglioni di essere uno contro l’altro, per sfogarmici e parlarMI da solo..

L’ho trascurato.ùUno deve essre in qualche modo ben disposto per scrivere qualcosa(come al soloito senza freni).

Ora io non so se sia il fatto di aver perspo la voce dopo quasi 6 anni a un loro concerto o per via delle 2 Leffe che parlo in sta maniera.

Ma mi corico contento. Contento dell’essermi svegliato stamattina in un letto che non era il mio. Contento dei miei giri e dell’essere così estraneo alle serate modenesi, città che mi ospita e che fotografo, ma che nel corso degli anni avevo ampiamente sopravvalutato, contento del mil nuovo incomprensibile e anarchico aggeggio fotografico. E contento oggi di aver rivisto uno spirito che non vedev da almeno 3 anni, dalla prima data di Davide. Al di là della stupenda scaletta che "riscoprivo" letteralmenteì, essendo anche in imbarazzo mnemonico su certe anzoni, al di là della location bellissima, intima e crudele, al di là degli amici e delle amiche ritrovate come sempre da ogni parte di italia(grazie a dio ESISTONO persone al di fuori di facebook e forum vari che fè sempre un bene poter avere vicino almeno una seria) , al di là dell’esagono  e per una volta, della buina accoglòienza di mister Soave…al di là di tutto questo c’era la gioia sfrenata dei piccoli musicisti sul palco, debuttanti dopo 15 anni…tesi, timorosi, spaventati, ma contenti e desiderosi di vedere cosa dirà il loro maggiore interlocutore: il pubblico. Il pubblico ha reagito…si è commosso, si è alterato ep via delle seggioel, ha battuto le mani, tenuto il tempoi, ricordato tempi davvero andati.

Tutto nella Bassa scorre, come dicevano i film di duvivier, ma le canzoni che scatevanano i ragazzini ora 50ennid di modena restano…

 

e chissa allora se Lucio à gà un cartoun ancara ‘tàaca la purtera

mi riscopro giovane liceale alla scoperta di un mondo che non conoscevo.

Che bello!

18th maggio
2009
written by rattobondo

 

Per dirla alla Liga: "E la Casa del Vento è sempre lei!". A livello di contenuti e a livello musicale non si smentisce. Esce allora questo cd, se vogliamo una sorta di "concept" dedicato al mondo del lavoro di ieri e al mondo del lavoro di oggi. Non mi stupisce più ormai il fatto che un gruppo così non sia un pò di più sotto i riflettori, ed è anche giusto in fondo. Faccio un esempio: se si mette un personaggio da Radio o Tv qualunque a citare il mondo del lavoro, questo viene subito portato in trionfo, perchè ha "osato" parlare, citare, far conoscere ciò che è ben noto. E porta ascolti e pubblicità. Per carità, è anche giusto così, si tratta ala fine di vendere dei prodotti. Se lo fa un gruppo che si barcamena fra il lavoro di ciascuno dei componenti da anni passa totalmente inosservato..perchè quegli elementi probabilmente sanno davvero cos’è il mondo del lavoro oggi. E perchè assieme al lavoro c’è l’Idea, e nel loro caso molto probabilmente anche il ricordo.

Così esce questo cd, Articolo Uno, nel giorno della Liberazione. Ma non si trova nei negozi, per ora. Deve prima piacere a chi autorizza la distribuzione…un pò paradossale. Lo si trova ai loro banchetti, e se avete la fortuna di vedere un loro concerto(fortuna perchè il discorso Live è uguale al discorso Cd…ovvero chi fa da sè…) prendete al volo questo cd. Se già conoscete la Casa, sapete che tipo di musiche e melodie vi aspettano, in quelle son sempre loro. Ma occhio ai testi delle canzoni. Se molto spesso la Casa si è contraddistinta per la serietà dei testi(spesso chiamata pesantezza da alcuni), stavolta sappiate che avete di fronte dei testi ancora più toccanti. Parole come mattoni in testa. Parlo ad esempio di Figlia Mia o L’ultima cosa. Ma si sorride di speranza di fronte a una cover ben riuscita, Redemption Song, o si ride di gusto alle parole di Ascanio Celestini(che dice una gran cosa).

Un grazie quindi alla Regione Toscana e alla Provincia di Arezzo(comprensiva dei suoi comuni) che hanno prodotto questo cd, sintomo di un territorio con delle radici ben solide(mi scappa da ridere se penso all’Emilia..).