Musica
Come and see
I swear by now I’m playing time against my troubles
I’m coming slow but speeding
Do you wish a dance and while I’m in the front
The play on time is won
But the difficulty is coming here
I will go in this way
And find my own way out
I won’t tell you to stay
But I’m coming to much more
Me
All at once the ghosts come back
Reeling in you now
What if they came down crushing
Remember when I used to play for all of the loneliness that nobody
notices now
I’m begging slow I’m coming here
Only waiting I wanted to stay
I wanted to play,
I wanted to love you
I’m only this far
And only tomorrow leads my way
I’m coming waltzing back and moving into your head
Please, I wouldn’t pass this by
I wouldn’t take any more than
What sort of man goes by
I will bring water
Why won’t you ever be glad
It melts into wonder
I came in praying for you
Why won’t you run
in the rain and play
Let the tears splash all over you
Per dirla alla Liga: "E la Casa del Vento è sempre lei!". A livello di contenuti e a livello musicale non si smentisce. Esce allora questo cd, se vogliamo una sorta di "concept" dedicato al mondo del lavoro di ieri e al mondo del lavoro di oggi. Non mi stupisce più ormai il fatto che un gruppo così non sia un pò di più sotto i riflettori, ed è anche giusto in fondo. Faccio un esempio: se si mette un personaggio da Radio o Tv qualunque a citare il mondo del lavoro, questo viene subito portato in trionfo, perchè ha "osato" parlare, citare, far conoscere ciò che è ben noto. E porta ascolti e pubblicità. Per carità, è anche giusto così, si tratta ala fine di vendere dei prodotti. Se lo fa un gruppo che si barcamena fra il lavoro di ciascuno dei componenti da anni passa totalmente inosservato..perchè quegli elementi probabilmente sanno davvero cos’è il mondo del lavoro oggi. E perchè assieme al lavoro c’è l’Idea, e nel loro caso molto probabilmente anche il ricordo.
Così esce questo cd, Articolo Uno, nel giorno della Liberazione. Ma non si trova nei negozi, per ora. Deve prima piacere a chi autorizza la distribuzione…un pò paradossale. Lo si trova ai loro banchetti, e se avete la fortuna di vedere un loro concerto(fortuna perchè il discorso Live è uguale al discorso Cd…ovvero chi fa da sè…) prendete al volo questo cd. Se già conoscete la Casa, sapete che tipo di musiche e melodie vi aspettano, in quelle son sempre loro. Ma occhio ai testi delle canzoni. Se molto spesso la Casa si è contraddistinta per la serietà dei testi(spesso chiamata pesantezza da alcuni), stavolta sappiate che avete di fronte dei testi ancora più toccanti. Parole come mattoni in testa. Parlo ad esempio di Figlia Mia o L’ultima cosa. Ma si sorride di speranza di fronte a una cover ben riuscita, Redemption Song, o si ride di gusto alle parole di Ascanio Celestini(che dice una gran cosa).
Un grazie quindi alla Regione Toscana e alla Provincia di Arezzo(comprensiva dei suoi comuni) che hanno prodotto questo cd, sintomo di un territorio con delle radici ben solide(mi scappa da ridere se penso all’Emilia..).
In questo periodo sono un pò assente dal sito, a causa di viaggi vari e terribilmente occupato fra esami, lavoro e tesi…ma in testa girano tante cose ultimamente..tanti pensieri, tante fantasie, tanti sogni…diciamo che viaggio più con la testa che non con il corpo..e vedendo la quantità di biglietti che stan partendo, ciò non è confortante…sto ascoltando anche tanta musica, cercando sempre id variare quanto più possibile, ma tenendo fede e aspettando, a volte fiducioso a volte critico, l’uscita di cd di amici più o meno noti. Uno di questi è L’Ottavo Giorno, di Guido Foddis, cantautore ferrarese, forse più noto fra "quelli del solito giro" che non al grande pubblico.
Ma il grande pubblico in fondo non merita ’sto matto. Lasciamogli i festival, gli x-factor o gli amici, le radio pompose, i Giggi, i Vaschi, le Laure nazionali che tengono alto il buon nome della CanzonA ItaGliana. Teniamoci per noi Guido, cercando di farlo conoscere a chi della musica coglie il lato scanzonato e semplice, pur considerandola un buon metodo di veicolazione delle idee. Non so fare recensioni artistiche(non sarei obiettivo in fondo…essendo una delle TANTE voci stonate che accompagnano il Guido
), ma so quando un disco resta in testa, e sò anche il eprchè. Scordiamoci i Tom Waits, gli Eric Clapton, gli U2, i Brian Eno. Foddis è Foddis, provincia schietta, sincerità distillata. A chi serve una Michelle quando si ha 5-11-97? A chi serve One quando si ha SegnaRegna? Questo è il mondo cantato da Guido, semplice, pieno di piccoli problemi quotidiani affrontati a volte alla buona a volte stringengo i denti, sia che si tratti del punto della Patta in un campetto da Basket, sia che si tratti di mentenere un lavoro più precario che nobilitante. Un disco deve colpire anche con questo. Anzi, è dovere dell’artista farlo. Noi siamo pubblico, e siamo qui, avanti…stupiscici, fai in modo che ciò che canti ci rimanga in testa. Tanti altra gruppi(verrà anche il loro turno) fanno degli esercizi di stile più che dei lavori col cuore. Artisticamente perfetti magari, musicalmente impeccabili…poi però mai che rimanga una canzone, anche semplice, da fischiettare magari quando si fa a fare un turno in fabbrica o in ufficio, o semplicemente quando ci si fa una doccia. Sfido invece a non fischiettare Pagherò subito dopo averla sentita(basta ovviamente non imaginarsi il video ehehe. Questa è la forza di Guido, andare avanti a salsicce, rosso forte, amici e chitarre Eque :). E allora basta poco per fare un bel disco :).
Ci sono diverse cose che ultimamente stanno girando nel lettore e soprattutto nelle orecchie. Forse tra tutte le cose che ultimamente sto vivendo avevo bisogno anche di una bella rinnovata nella cartella Musica…mai fossilizzarsi..ci si annoia a prescindere poi. Girano parecchio invece Les Ogres de Barback, Massimo Ghiacci e due novità che proprio non conoscevo: Camille e i Calexico. E’ un periodo dove mi piace che i generi e gli strumenti che li caratterizzano si mischino e quando qualcuno riesce a tirarne fuori qualcosa di buono allora è uno spettacolo per le orecchie..e bravo chi ci riesce.
La prima. Camille.Ex Nouvelle Vague.Una che mischia la BossaNova con i campionamenti istantanei e i suoi gargarismi. Scovata tramite Ratatouille..canta la final-track della colonna sonora. Impossibile definirla
I secondi. I Calexico. Scovati grazie all’Omone. Questi un genere ce l’hanno..Jazz-Mariachi-Folk..forse..credo..Un misto di sonorità Messico-Southern Usa assieme a fisarmoniche, pianoforti e Synth(si si..proprio Synth). Per me sarebbe anche impossibile immaginarli uno vicino all’altro certi strumenti. Testi di una solitudine e di una malinconia incredibile. O viene in mente il deserto della frontiera, o un film di Tarantino.Ma per nulla tristi o capaci di fare intristire. Loro ne han tirato fuori questa.
Se capita, ficcateveli nelle orecchie
Come un Mantra Luminoso - Massimo Ghiacci

Due cose mi sono saltate subito all’orecchio. Tanta esperienza o ricerca musicale e tanta semplicità.
Lo stavo cercando questo cd e il caso ha voluto che mi capitasse tra capo e collo alla fine di un anno notevole, dove ho avuto tanta voglia di cose e fatti nuovi. Questo piccolo gioiello è uno di quei piccoli fatti nuovi. Non oso fare una recensione vera e propria.Non ne avrei le capacità. Sicuramente qualche giornalista o critico più esperto ne avrà già fatte. Mi limito a dare una mia considerazione sulle tracce e su cosa mi trasmette e lascia questo lavoro. Quando uscirono "Brenda tra i treni" e "Come due amanti" in anteprima mi complimentai subito con l’Omone. Specie per la seconda canzone. C’era un synth utilizzato niente male..evocativo e accompagnatore. Dato che vedo Massimo come una sorta di Nerd della musica,nel senso più onesto e buono del termine, mi aspettavo proprio una cosa del genere. Un utilizzo di vecchi "aggeggi" che tanto hanno caratterizzato i seventies. E a me ’sti "aggeggi" stuzzicano parecchio.Ero curioso delle altre tracce. E già al primo ascolto ho avuto delle gran belle sorprese.
"Niente è andato per sempre" apre alla grande questo cd. In un paese come l’italia dove le novità musicali spesso nascono e vengono lanciate da programmi televisivi degni della rete più trash della Bielorussia, trovare in una canzone synth e theremin assieme è stato meraviglioso. Canzone essenziale, con un pianoforte che dà un ritmo inesorabile, quasi un macigno, statico, a dispetto di un titolo che invoca il disprezzo della staticità e la consapevolezza della malinconia di un ricordo..bellissima.
Bellissima come la spinetta in "Il Vento" che accompagna con gran coraggio i fiati e che invoca a gran voce "Vagamondo" che ricorda che "non esiste un solo modo per nascere e campare come non c’è un solo sogno" davvero un bel messaggio.Quasi da The Gang
"Come due amanti"..la prima che ho ascoltato..che ben si riconduce a una parte della mia vita che sto attraversando, per cui sarò di parte, ma non poteva non colpirmi..e poi c’è quel synth lì che..mi fa tornare in mente il modo in cui lo usa Yann Tiersen in "Les Retrouvailles".Segue "Brenda tra i treni"..decisamente dylaniana e decisamente fantastico il video, più che altro perchè ho riso tanto :D.
Io non ho certamente la cultura musicale che ha Massimo, ma le prime note di "Solo per me" non possono che far pensare ai Beatles.
Cattivissima "Tempo al tempo", arrabbiata, con un gran messaggio che secondo me si riconduce molto alla prima traccia.Molto punkeggiante, quasi da Clash e complimenti al synth anche qua. Forse la canzone più attuale dell’album..al posto dei "soliti noti" che parlano con retorica e frasi fatte di un mondo, di un sistema che sta andando a rotoli Massimo usa lo stile tagliente, ma semplice lineare ed essenziale, dei primi punk. Quel "vedrai" sembra quasi una minaccia.
Con un inizio cosi non poteva non piacermi "Tatuaggi".Altro gran pezzo. Ciò che mi stupisce di quest album è come le canzoni si rincorrano, come una sia legata all’altra..basta una parola nella prima strofa per trovare il legame di fondo con la canzone precedente. Oh, io non so se Massimo l’abbia fatto apposta, se è una cosa che noto o mi invento io.Sta di fatto che mi colpisce. Graffiante la seconda parte della canzone, personalmente il punto in cui la voce di Massimo mi piace di più all’interno di tutto l’album.
Per ora "Il Gioco" è quella forse che mi ha colpito meno..non saprei dire il perchè. Noto che c’è un certo loop nel ritornello, come per incidere nella mente ancora di più quelle parole. Forse dopo due canzoni come le precedenti nella mia list track immaginaria ci avrei piazzato un altro tipo di canzone, lasciando questa per un’altra aprte del disco..ma ovviamente mica sono io che decido. Magari due o tre ascolti in più..
"Acida Malìa".La canzone forse più ritmata e che mi ispira curiosità in un ipotetico live che spero di vedere. Vorrei vedere la presenza scenica della band su questa canzone :). Forse è anche la canzone che ricollega Massimo al mondo nel quale tutti lo conoscono, cioè quella Ramblers. Questa canzone non l’avrei vista male neanche un disco di "quelli là".
"Mellotron come se piovesse", enunciarono i seventies. E cosi fu "Il fiore e le spine". e quella sega sempre di mezzo ;).
"Fratello di sogni" non avrebbe potuto trovar migliore collocazione come questa. Il rilassante annuncio della fine del "mantra" di massimo. Un ultimo colpo di steel guitar e di mellotron prima della "Luce". Due canzoni dove secondo me Lou Reed e i Velvet Underground sono entrati pesantemente. Quel "Sha Là Là" in Fratello me li ricorda troppo. Eroina pura. In Luce i titoli di coda ideali. Lo scopo di Massimo si definisce nell’ultima canzone. Altro che balle. Altro che le solite title track da cd commerciale, dove si fatica ad arrivare alla fine. Qua ci devi arrivare per forza, altrimenti non scopri la fine del film :).Anche perchè mi chiedo con quale coraggio ci si possa perdere il "Pulvarous Gospel Choir"?
In definitiva un disco nuovo, un percorso parallelo sul serio rispetto ai Modena.Senza nessuna smania di protagonismo.Solo una gran voglia di far vedere altri lati dell’Omone. Massimo riesce a "sperimentare vecchi generi"(sembra un controsenso) in maniera sublime. E lo fa con i fatti.Come cattiveria potrei dire:"micca come quelli che dicono <<Basta me ne vado per fare cose nuove!>>, e poi taaaaaaaaaac, cose vecchie".Ok, l’ho detta,amen:). Tra l’altro, a parte la ipercitata ricerca negli strumenti di 30 anni fa, devo dire che come disco è suonato da Dio. Non c’è una nota, una strofa, un’atmosfera fuori posto. Complimenti davvero ai compagni di viaggio dell’Omone. Io lo consiglio, poi come sempre "fate vobis".
Per chi volesse approfondire : Massimo Ghiacci
Ratto
Ps: son sicuro che se si ascoltasse il Gospel Choir al contrario si potrebbe sentire un messaggio satanico "SuperRana è con voi" oppure "Cheech and Chong"
