Saltando fra le pozzanghere

Domenica: Gogol Bordello

Giovedi: Marta sui Tubi

Venerdì: Bluebeaters e Hormonauts

Sabato: Stereophonics e Sigur Ros

 

Fra poco più di mezzora inizia il concerto dei Calexico a Bologna. Li seguo da 8 anni, non assiduamente,non sono un fan. Aspettavo una data vicina per non lasciarmeli scappare.

Invece sono a casa, con i nervi a fior di pelle. Di nuovo a controllare "cose di lavoro". 

E me la merito stavolta. Perchè dopo anni dovrei aver capito. Perchè dopo tutti i consigli degli amici avrei dovuto ficcarmi in testa che è ora di cambiare. Perchè alla fine andrà via senza che abbia sbiascicato una parola ed andrà via per inseguire i sui sogni. Perchè l'anno scorso l'unica persona che è stata in grado di portarmi serenità e amore mi spronava ad andarmene e ad inseguire i miei di sogni. E io l'ho insultata. E continuo a farlo oggi, ogni giorno, rientrando in quell'ufficio. Ogni sera, riaprendo il pc non so bene neanche io per quale motivo, per attaccamento a quello che faccio, perchè ci tengo, perchè mi dispiace quando un progetto va male non per colpa mia. E antepongo queste cazzate, perche di questo si tratta, a ciò che vorrei fare veramente, a ciò che potrei fare, o semplicemente a un minimo di serenità e felicità.

Ma arriverà quel momento, è già iniziato ad arrivare. Lo devo non tanto a me, quanto alle persone che ho vicino. Sceglierò come sempre la strada più contorta per arrivarci ma quel giorno arriva.

"Sei felice Riky?"

"No oggi no, ma non manca tanto."

Hoppipolla

Dovevo essere

Mezzanotte è sempre stata l'ora migliore per scrivere qualcosa. A meno di non dover fare una trasferta a Trento l'indomani mattina, ma questi sono altri problemi e discorsi. O forse no.

Ho riletto qua e là le pagine del blog. Fra mille riaperture, fra i tanti pensieri c'era questo, direi del 2011. E simile a quel post, tanti altri. A volte meno espliciti, a volte più espliciti. Cosa indicano? Che quel mio non riuscire mai a decidere un qualcosa senza prima aver ponderato su mille eventualità mi sta drenando di ogni forza. Mentale sicuramente, forse anche fisica. E quando si arriva a questo punto forse bisogna davvero fermarsi un attimo a riflettere e dire: "ne vale davvero la pena?". Non è così scontata la risposta, inutile ricordarsi degli obblighi materiali nei confronti di una casa, una macchina. Ma è davvero solo per quello ormai che lo sto facendo. Perchè oltre ad essermi alquanto rotto, oltre a dover sparar mortaretti per un'attimo di attenzione,oltre a masticare e ingoiare fiele con diretti collaboratori o clienti della peggior specie, peggioro addirittura professionalmente. E questo no, non lo posso e non lo devo permettere. Ho studiato, inconsapevolmente, per cercare di diventare una certa figura. Fare altro proprio no. Ergo urge una soluzione.

Urge una soluzione anche perchè io oggi DOVEVO ESSERE da un'altra parte. In un'altra città, in un'altra piazza. Quella piazza. A ricordare un ragazzo che sentiva talmente tanto le ingiustizie e le disuguaglianze dentro di se da mettersi in gioco sino alla fine.Forse inconsapevole in quegli attimi, ma ha avuto cuore. E questo è quello che sempre e solo conterà. Amici, conoscenti, persone come lui oggi si sono incontrate o re-incontrate in quella piazza dopo 14 anni. Per dedicargli una canzone, un abbraccio, una lacrima o una risata. Immagino la gioia della piccola Erika quando ha visto il suo gruppo preferito salire sul palco e fargli la sua canzone preferita. Dovevo essere là perchè devo anche lui la persona che sono diventato. Quella che viaggia, che scopre, che contesta, che obietta, che riflette e prova a far riflettere. Da nichilista sono passato ad appassionarmi a mille argomenti perchè un ragazzo poco più grande di me è stato ammazzato per le sue idee, e questo a 19 anni di cambia. 

Il non essere stato lì, come invece fatto per tanti altri anni è una colpa per me. E "i casini al lavoro" non sono e non possono essere una giustificazione. Devono farmi ricordare, anzi…devono spronarmi e obbligarmi a capire che il mio destino, il mio futuro non è più dentro quelle 4 calde mura di Soliera. Dentro a una ditta che da familiare sta scoprendo le gioie del Job acts e del demansionamento. Se prima almeno c'era la scusa che era una realtà diversa dalle altre ora non più. E questo sarebbe dovuto essere un motivo ulteriore per spingermi ad andare a Genova. Non un motivo in più per restare in ufficio a prendere solamente del nervoso. E sperare di chiudere bene è un'utopia, è palese che non sarà così, per quanto ci voglia sperare e continuare a credere. La soluzione è probabilmente una sola: una raccomandata. E fine. Perchè, devo continuare a ripetermelo, non ne vale davvero la pena. Solo così quei "piani quinquiennali" del vecchio posto potranno realizzarsi almeno in parte. Lo devo a me, ai miei amici, ai miei parenti e si, anche a Lei.

Piani Quinquiennali

5 anni fa mi aggiravo, disperso nella nebbia nei dintorni dell'autostazione di Modena. "Prendi il 9 e fermati in Via Tito Speri", mi dissero…e io, noncurante, stavo invece dirigendomi a piedi verso il Grandemilia dicendo fra me e me: "avrò mica fatto una cazzata?".

Avevo studiato negli ultimo periodo solo per questo, era il mio obiettivo. Vedevo i miei giorni nell'isola limitati, chiusi in se stessi. Belli, ma incompleti. Neanche a dirlo, isolati. Iniziavo a conoscere le persone dall'altra parte del mare, a leggere, a voler viaggiare, a scontrarmi con un mondo che riconosco ancora oggi come non mio. C'era tutto un "giro" che volevo vivere al di fuori e finii per dimenticarmi delle semplici cose dell'isola. Oggi, mentre tra un piuomen e una branda si preparava l'accampamento invernale realizzavo queste cose e che 5 anni fa su quella brandina ci dormivo io, desideroso di chissà che cosa. E il secondo dopo realizzavo che a parte pochissime reali felicità non ho ottenuto quasi niente. Anzi forse sono stato anche talmente idiota da trascurare quello che mi stavo creando per cose futili e inutili.

Forse è l'anno dei 30 che inizia a mettermi questi pensieri, forse le trame degli ultimi 10 anni di film italiani hanno alla fine un senso. Come sono rientrato in casa ho guardato la stanza. Un vecchio cappello della Guinness impolverato, una porta ricoperta di flyer e volantini presi o rubacchiati in giro per l'Italia, un giradischi vecchio ma stupendo, libri a non finire, foto, quasi-dipinti, diversi biglietti di concerti, poster presi anch'essi in giro per l'italia, strappati magari scendendo di corsa da una macchina in Brianza, flauti, una bellissima casettina con dentro le mie cosine.

Ecco.

Quella casettina. Ci sono Io. C'è il mio presente, il mio passato e forse c'era anche qualche piano futuro. Quante di quelle cose ho trascurato nell'ultimo anno? Quante di quelle persone in qualche maniera rappresentate? Quanto di me stesso? Cosa è cambiato a tal punto da "isolarmi", da farmi diventare davvero un introverso?Un conto sarebbe vivere in Rue des Trois Freres a Paris, ma sto a Modena e avrei un mondo intorno. 

Ho riletto un pò il sito oggi, che era un blog, a suo volta preso da un altro blog. E' nato praticamente nel 2004…c'è dentro tutto di me, non gli ho mai nascosto nulla. Eppure da qualche tempo non riesco più a scrivere come prima. Da quando? Un anno e mezzo. Da quando non riesco più a sentire le mie cose come realmente parte della mia vita? Un anno e mezzo. Vorrei in qualche modo no fosse cosi, ma lo è. E' inevitabile. Laurearsi è davvero cambiare un pò dentro. Mettersi a lavorare sul serio ancora di più. Per dio, non rigetto nulla. Dovrei baciarmi i gomiti, ho un lavoro, e sono consapevole che nella zona in cui abito, per il mestiere che faccio e per il periodo che si sta passando è meglio di tanti altri. questo però non vuol dire che sia necessariamente il migliore in circolazione. Anzi. Inutile nasconderlo ma specie ultimamente non lo sopporto, e non vi sopporto nessuno. E' un mondo che ancor più di questo non mi appartiene. Parliamoci seriamente, non me ne frega proprio nulla di aggiornare una Provincia, di fare un' analisi per un'altra, rispondere, preoccuparmi di un cliente. E' che lo devo fare. E basta. Tanto, lo scopo è solo uno: profitto. Mascherato ovviamente dal fatto che lavorando per le PA si realizzao servizi. Verissimo, infatti non fosse cosi da quando avrei tagliato la corda. Ma anche in questa situazione non mi piace proprio. C'è questo sentimento latente e invisibile di persone che sornione pensano "Eheh…che figata che ho appena fatto, e con quello che ho fatto guadagneremo soldi". Alla fine è questo, soltanto questo lo scopo di 8 ore. E cosa rimane. Per gli altri non lo so e non mi interessa, per me nulla. Nulla. Continuo a vedermi da altre parti.

Nello stesso tempo però mi rendo conto che questa situazione mi ha tagliato le gambe in qualche maniera. Ci sta che si torni a casa e non si abbia voglia di fare nulla se non coricarsi. Ci sta, può capitare. Ma non ci sta che si torni a casa e si perda l'interesse in ciò che prima erano i propri interessi. Da quando non tocco un flauto? E la fisa? E le clave? E le pallette? E i "viaggi"informatici? E i viaggi alla cieca per trovare gli amici? E i concerti un paio di volte a settimana? E un pub? Dio, un pub? Forse sono riuscito anche a tagliare dei rapporti consapevolmente o inconsapevolmente. 

Vero è che non è possibile paragonare persone e situazioni a distanza di 5 anni: Si cresce tutti e le cose per forza di cosa cambiano. Però forse ora è un pò troppo. Di solito in questo periodo parte il toto-propositiperlannonuovo…io non so cosa voglio quest'anno. Cioè in realtà lo so, ma la mia ultima parte indolente mi spinge a dire il contrario. Lo saprei in realtà…non vorrei un ritorno al passato, questo no. Anche se mi manca tremendamente. Però c'è da dare una svolta..non necessariamente all'improvviso o un salto nel buio (che so già che mi bloccherebbe sin dall'inizio epr come sono fatto) ma magari a passi, iniziando a prendere un pò più confidenza con ciò che ho lasciato da parte.

Tra i tanti ricordi letti nel blog è spuntato anche il testo di una vecchia canzone:

So some things in life are bad,

they can really make you mad,

and other things just make you swear and curse.

When you're chewing on life's gristle,

don't grumble, give a whistle.

And this will help things turn out for the best.

And..

Produrre

Tempi moderni

Produrre, produrre, produrre.

Inizio a essere incompatibile con questa definizione. Almeno finché qualcuno non mi spiegherà il vero Perchè. Non il solito. Il vero.Ma non è polemica. E' che semplicemente io vorrei solamente capire, sapere. Il lavoro nobilita l'uomo, ne sono fermamente convinto. Ma questo non è lavoro. E' alienazione. E' "meccanismo". La Ricerca è lavoro. Difficile, te la rendono impossibile praticamente. I servizi pubblici sono dei lavori. L'agricoltura è un lavoro. L'artigianato è un lavoro. Per carità, anche il lavoro in fabbrica se staccato da un contesto ultra-capitalista è un lavoro con la L maiuscola.

Ma un commerciale che fa?

Un agente di borsa che fa?

Un notaio che fa?

Un agente di credito, un commercialista, un consulente, un opinionista? Che fanno? qual è il loro lavoro? La sostanza del loro lavoro? E' passato nell'immaginario collettivo che un operaio non produca, che il suo lavoro sia minimo. Ed è ormai prassi che gli operai considerino il lavoro che svolgono come un qualcosa che non appartenga loro. D'altra parte le persone che ora producono, la "classe" di uomini che oggi producono, mantengono gli altri, tirano la carretta dite come cazzo vi pare sono i primi..e non gli operai.

Ma realmente…a fine giornata…cosa rimane del loro lavoro. 

Aria. Fuffa. Nulla. Rabbia, forse. Nervoso, sicuramente. Scaraventato su chi poi chissà. (vedere ogni santo dì..)

E io?

Io sto lavorando? A me cosa rimane? Se faccio un disegno a casa com'è che ho la sensazione che la mia giornata sia servita a qualcosa mentre 8 ore di ufficio a picchiare le dita di una tastiera mi sanno di una cosa totalmente inutile?

E nel mentre…ci pisciano addosso, ma ci dicono che sta piovendo [cit.].

No certainties, only opportunities

Potrebbe sembrare che non succeda nulla..invece di cose ne capitano ogni giorno tantissime e una buona percentuale capita anche a me. Non tutte finiscono scritte qua sopra, ma queste pagine non le dimentico..diciamo che le tengo aggiornate quando ho voglia di scrivere e quando ho qualcosa da scrivere…ridurmi a vivere una seconda vita in rete non fa per me, anche perchè giocoforza ci sono ogni giorno sulla rete..ma si tratta di lavoro eheh
Il piccolo inciso qua sopra è una sorta di piccolo sfogo…oggi l’ennesima persona mi ha chiesto “ma tu facebook non te lo sei ancora ftto?”..no, no, e ancora..no!
Ho già scritto cosa penso del fatto delle “seconde vite” che la rete propone..sono dannose..e i fatti dell’ultimo mese lo confermano come sempre. LE proteste, la politica, gli incontri, le discussioni si fanno su facebook..utilità=0. Ormai non c’è neanche più l’utilità intrinseca di queste applicazioni, ovvero quella di mettere in contatto persone distanti e avere in qualche maniera uno scambio di informazioni. Oggi se tutto non viene fatto con facebook sembra non avere rilevanza. E’ l’estremizzazione dell’esteriorità pura…voyeurismo puro! E questo porta alla superficialità. Per carità, ci sono quelli che riescono a usarlo in maniera critica, tanto di cappello…ma quanti sono?
Beninteso..io ho myspace, mi ci connetto ogni giorno e se mi capita un qualche messaggio lo invio..ma c’è una differenza sostanziale..myspace nasce come “diffusore di musica” e tale rimane…la maggior parte delle persone che ci entrano lo fanno perchè vogliono vedere se si riesce a beccare qualche gruppo al di fuori dei normali circuiti, mentre gli artisti che ne fanno uso ne approfittano per un pò di pubblicità autoprodotta…ha uno “scopo” se vogliamo, e permette una conoscenza “verticale” delle cose che vengono recuperate…altre cose no, anzi..sfruttano la superficialità di un “incontro sul web” per la propria diffusione..Second Life, Badoo..e ora Facebook..
E’ giusto anche però ridimensionare il problema…ovvio che non ci si deve incazzare o non si deve intraprendere chissà quale battaglia ideologica…ognuno è poi l’artefice della propria vita…è una moda e va presa come una moda. 🙂
Nella bassa tutto scorre…ho appena finito di vedere Don Camillo, scrivo col pc del lavoro da sotto il piumone, ho un bellissimo cuscino alla mia destra che tratto con riverenza, non tanto per il soggetto(strano..?!), ma per la cura con cui è stato fatto, ho stampato la prenotazione, aspetto il biglietot di andata, e Lei si è appena connessa(ahahaha)..per cui non mi posso lamentare..e poi passo il tempo a fantasticare di viaggi e di vite future..mi ritrovo a pensare a una cosa che m’ha detto mio cugino..”non ci sono certezze, ma solo opportunità”..è una delle persone più intelligenti che io conosca..dvvero un ragazzo a modo con la testa sulle spalle..il tanto giusto..è un sognatore anche lui e la frase la dimostra.
Non posso che dargli ragione…la mia versione è che “nella vita non esistono i mai e i sempre, se non per questioni scientifiche”..(è a versione grezza…da ingegnere)…la vita cambia ad ogni angolo di strada ed è la verità..sta solo al singolo saper cogliere l’opportunità che gli si presenta davanti..e io mi chiedo se arriverà l’opportunità di lasciare sto paese..
Ho lasciato perdere in questo periodo tutta la bagarre che si è scatenata in ciò che “dovrebbe” interessarmi…l’università. Dico dovrebbe perchè ormai non ce l’ho più la testa nel mondo universitario. A dire il vero non ce l’ho mai avuta, ne per la triennale dov’ero “spesato”, ne per la specialistica dove mi “speso”..sarà che per il tipo di facoltà che ho scelto per me è solo un luogo di formazione. Il luogo di crescita personale e professionale è fuori. Non ho idea di come si possa vivere nei fulcri di protesta, ovvero nelle facoltà umanistiche, per cui il problema non lo conosco amodo. Io so solo che montare ora la protesta è come sparare sulla croce rossa. L’unica cosa che costringe gli italiani ad andare in piazza è berlusconi..l’anno scorso quelli della sua parte e la sua manifestazione. Quest’anno i “contro”. Un paese che si basa una persona è un paese fallito.Se le proposte di chi “manovra” questa protesta(uds,udu) son quelle che fanno(ovvero urlare NO e non proporre assolutamente un’alternativa) beh allora come protesta studentesca mi interessa ben poco.Si parla di gente che ha 22-25 anni e che deve pensare a proporre soluzioni per il proprio futuro e per quello del proprio paese, e non a voler fare  romantici sessantottini.Ha ragione Michele Salvemini…Se c’è poi una categoria che ha bisogno di aiuto non sono gli studenti, ma i ricercatori..che già hanno studiato e che son quelli che nell’immediato devono per forza farsi un futuro. Vedere un megafono invece nelle mani di un “giovine” udu(ossia un futuro pd…tanto la usano come palestra..perc cui vada come vada per loro sarà un successo) in età da post-laura specialistica e invece ancora dietro agli esami del secondo anno..beh mi lascia perplesso sinceramente…e molto.E vedere a cagliari chi sfila..beh mi lascia ancora più perplesso, anche perchè posso dire di conoscere bene quegli ambienti,certi professori, i loro “traffici” e il rettore…e vedere che ci si ha paura delle imprese nella facoltà, quando invece per i poli tecnologici queste la fan da padrone già da anni e nessuno ha mai mosso un dito per evitarlo..beh mi lascia definitivamente perplesso, con l’amaro in bocca e con la voglia didire”ma pigliatevela in culo per davvero”. I poli tecnologici son sacrificabili alle imprese da anni, nonostante siano il perno della ricerca italiana, mentre se si arriva per ipotesi alle caste(perchè son caste e sfido chiunque a dire di no) umanistiche “apriti cielo”!?!?. Cazzo..ma la “rossa” modena è proprio l’esempio..per anni i DS hanno svenduto le facoltà tecniche con il beneplacito di UDU e UDS…mi spiace per quelli che ci credono davvero e per i romantici che hanno creduto in un “terzo” 68…ma questa è la brutta copia del 77. Se dietro non ci fossero il Pd e i baronati, ma col piffero che la protesta avrebbe assunto queste proporzioni..
La proposta di Tremonti per la finanziaria ovviamente non è giusta, ma diamine se voglio protestare la prima cosa che devo fare è trovare un’alternativa SERIA E FATTIBILE e proporla, e se voglio scioperare devo creare disagi e seri, altrimenti è una scampagnata…
Se qualcuno sa spiegarmi perchè a Siena si son dimessi dalla facoltà 4 persone del cda e il direttore amministrativo e sa dirmi come si poteva evitare tutto ciò senza scomodare la politica ovviamente son disposto a ricredermi 😉
Siamo un paese fallito..questa è la verità..come intenti e ovviamente come finanza. Il capitalismo sfrenato, la deregolarizzazione alla quale si sono inchinati destra e, soprattutto, sinistra sta dando i suoi marci frutti…eccola la verità..e mi semrba leggermente più grave.leggermente in tono ironico. e noi siamo la generazione che non ha davvero un futuro davanti..in questi ultimi giorni ho pensato molto al fatto che i movimenti collettivi sono ciò che in questo momento può essere dannoso…non siamo nel 900, non ci sono più le lotte operaie(anche perch chi li doveva sostenere ha niziato a frequentare i salottini “bene”), il mondo del lavoro è radicalmente cambiato..almeno in questa parte di mondo..io, non so, troverei la souzione nel buon senso..ma è davvero troppo da sognatori..non so..se ciascuno pensasse a realizzare davvero ciò che ha in mente, ciò che vuole sin da bambino..a ritagliarsi il suo piccolo angolo di mondo nel rispetto di quello che ha al suo fianco che bisogno ci sarebbe di movimennti di protesta o robe simili…sarebbe il mondo perfetto in ogni singolo angolino…invece siam tutti troppo preoccupati a vincolarci e a farci vincolare da confini, regole di mercato, dinamiche sociali e cosi via…
Tolgo il cappellino da sognatore e rimetto quello da “sono quello che dice che quando si propone qualcosa bisogna che sia anche realizzabile”…in effetti penso sarebbe impossibile da mettere in pratica..e chi segue questa via magari verrebbe anche accusato di egoismo..di quello che “ahò, ma alloa a ttè nun te ne frega gnente”…
Ammetto che in questo periodo non è che non abbia le idee chiare su come dovrebbe girare questo mondo…son rimasto deluso un anno e mezzo fa da quelli della “mia” parte e ho smesso di interessarmi alla politica dei partiti..credevo che le persone riuscissero in qualche modo a proporre qualcosa, ma mi sto accorgendo che non è cosi..pensavo di non potermi stupire più di nulla riguardo il livello dell’Italia..invece per una settimana l’argomento principale son stati “siamo 2 milioni;no siete 200000” e un programma chiamato Venerabile Italia…
Siamo l’unico paese in via di Sottosviluppo