Come Un Mantra Luminoso

Come un Mantra Luminoso – Massimo Ghiacci

Due cose mi sono saltate subito all’orecchio. Tanta esperienza o ricerca musicale e tanta semplicità.

Lo stavo cercando questo cd e il caso ha voluto che mi capitasse tra capo e collo alla fine di un anno notevole, dove ho avuto tanta voglia di cose e fatti nuovi. Questo piccolo gioiello è uno di quei piccoli fatti nuovi. Non oso fare una recensione vera e propria.Non ne avrei le capacità. Sicuramente qualche giornalista o critico più esperto ne avrà già fatte. Mi limito a dare una mia considerazione sulle tracce e su cosa mi trasmette e lascia questo lavoro. Quando uscirono "Brenda tra i treni" e "Come due amanti" in anteprima mi complimentai subito con l’Omone. Specie per la seconda canzone. C’era un synth utilizzato niente male..evocativo e accompagnatore. Dato che vedo Massimo come una sorta di Nerd della musica,nel senso più onesto e buono del termine, mi aspettavo proprio una cosa del genere. Un utilizzo di vecchi "aggeggi" che tanto hanno caratterizzato i seventies. E a me ‘sti "aggeggi" stuzzicano parecchio.Ero curioso delle altre tracce. E già al primo ascolto ho avuto delle gran belle sorprese.

"Niente è andato per sempre" apre alla grande questo cd. In un paese come l’italia dove le novità musicali spesso nascono e vengono lanciate da programmi televisivi degni della rete più trash della Bielorussia, trovare in una canzone synth e theremin assieme è stato meraviglioso. Canzone essenziale, con un pianoforte che dà un ritmo inesorabile, quasi un macigno, statico, a dispetto di un titolo che invoca il disprezzo della staticità e la consapevolezza della malinconia di un ricordo..bellissima.

Bellissima come la spinetta in "Il Vento" che accompagna con gran coraggio i fiati e che invoca a gran voce "Vagamondo" che ricorda che "non esiste un solo modo per nascere e campare come non c’è un solo sogno" davvero un bel messaggio.Quasi da The Gang

"Come due amanti"..la prima che ho ascoltato..che ben si riconduce a una parte della mia vita che sto attraversando, per cui sarò di parte, ma non poteva non colpirmi..e poi c’è quel synth lì che..mi fa tornare in mente il modo in cui lo usa Yann Tiersen in "Les Retrouvailles".Segue "Brenda tra i treni"..decisamente dylaniana e decisamente fantastico il video, più che altro perchè ho riso tanto :D.

Io non ho certamente la cultura musicale che ha Massimo, ma le prime note di "Solo per me" non possono che far pensare ai Beatles.

Cattivissima "Tempo al tempo", arrabbiata, con un gran messaggio che secondo me si riconduce molto alla prima traccia.Molto punkeggiante, quasi da Clash e complimenti al synth anche qua. Forse la canzone più attuale dell’album..al posto dei "soliti noti" che parlano con retorica e frasi fatte di un mondo, di un sistema che sta andando a rotoli Massimo usa lo stile tagliente, ma semplice lineare ed essenziale, dei primi punk. Quel "vedrai" sembra quasi una minaccia.

Con un inizio cosi non poteva non piacermi "Tatuaggi".Altro gran pezzo. Ciò che mi stupisce di quest album è come le canzoni si rincorrano, come una sia legata all’altra..basta una parola nella prima strofa per trovare il legame di fondo con la canzone precedente. Oh, io non so se Massimo l’abbia fatto apposta, se è una cosa che noto o mi invento io.Sta di fatto che mi colpisce. Graffiante la seconda parte della canzone, personalmente il punto in cui la voce di Massimo mi piace di più all’interno di tutto l’album.

Per ora "Il Gioco" è quella forse che mi ha colpito meno..non saprei dire il perchè. Noto che c’è un certo loop nel ritornello, come per incidere nella mente ancora di più quelle parole. Forse dopo due canzoni come le precedenti nella mia list track immaginaria ci avrei piazzato un altro tipo di canzone, lasciando questa per un’altra aprte del disco..ma ovviamente mica sono io che decido. Magari due o tre ascolti in più..
"Acida Malìa".La canzone forse più ritmata e che mi ispira curiosità in un ipotetico live che spero di vedere. Vorrei vedere la presenza scenica della band su questa canzone :). Forse è anche la canzone che ricollega Massimo al mondo nel quale tutti lo conoscono, cioè quella Ramblers. Questa canzone non l’avrei vista male neanche un disco di "quelli là".

"Mellotron come se piovesse", enunciarono i seventies. E cosi fu "Il fiore e le spine". e quella sega sempre di mezzo ;).

"Fratello di sogni" non avrebbe potuto trovar migliore collocazione come questa. Il rilassante annuncio della fine del "mantra" di massimo. Un ultimo colpo di steel guitar e di mellotron prima della "Luce". Due canzoni dove secondo me Lou Reed e i Velvet Underground sono entrati pesantemente. Quel "Sha Là Là" in Fratello me li ricorda troppo. Eroina pura. In Luce i titoli di coda ideali. Lo scopo di Massimo si definisce nell’ultima canzone. Altro che balle. Altro che le solite title track da cd commerciale, dove si fatica ad arrivare alla fine. Qua ci devi arrivare per forza, altrimenti non scopri la fine del film :).Anche perchè mi chiedo con quale coraggio ci si possa perdere il "Pulvarous Gospel Choir"?

In definitiva un disco nuovo, un percorso parallelo sul serio rispetto ai Modena.Senza nessuna smania di protagonismo.Solo una gran voglia di far vedere altri lati dell’Omone. Massimo riesce a "sperimentare vecchi generi"(sembra un controsenso) in maniera sublime. E lo fa con i fatti.Come cattiveria potrei dire:"micca come quelli che dicono <<Basta me ne vado per fare cose nuove!>>, e poi taaaaaaaaaac, cose vecchie".Ok, l’ho detta,amen:). Tra l’altro, a parte la ipercitata ricerca negli strumenti di 30 anni fa, devo dire che come disco è suonato da Dio. Non c’è una nota, una strofa, un’atmosfera fuori posto. Complimenti davvero ai compagni di viaggio dell’Omone. Io lo consiglio, poi come sempre "fate vobis".

Per chi volesse approfondire : Massimo Ghiacci

Ratto

Ps: son sicuro che se si ascoltasse il Gospel Choir al contrario si potrebbe sentire un messaggio satanico "SuperRana è con voi" oppure "Cheech and Chong" 😀

 

come se fosse ora..

Ero al telefono l’anno scorso..litigavo, davo una delusione a una persona che molto probabilmente si aspettava molto di più da me..ma forse non c’eravamo molto capiti l’un l’altro…la feci piangere, e il bello era che ero sereno nel farlo…convinto di essere nel giusto..lei vedea un sacco di problemi, probabilmente un pò di terreno che gli cedeva sotto i piedi, qualcosa che gli crollava…per me nulla, come se fosse la cosa più normale del mondo…io problemi non ne avevo.e andai a letto tranquillo.forse si, un qualche sogno un pò rivelatore lo feci…ma non ricordo bene.dalla mattina successiva tutti fu un limbo. un non credere a quello che era ormai accaduto…i problemi della notte prima era nulla, niente…scomparvero per lasciar posto a un ronzio assordante nelle orecchie..un pensiero martellante…che non lasciava e tormentava tormentava tormentava..assurdità. anche perchè in fondo era tutta le’state che si scherzava su…"vedrai che quando torna di notte da Selvapiana si schianta e noi leggeremo sul giornale".non lessi sul giornale. mi telefonarono per poi diffondere la notizia pian piano…e occuparsi di tenere un pò i contatti con il "mondo esterno"…non fu facile..per nulla…abbiamo vissuto dei gironi dove probabilemtne neanche ci riconoscevamo…sembravamo persi…tutti…chi scapapva da maranello per andare a coviolo…chi a coviolo si mangiava i semi di un albero non sapendo che fare..e chi faceva delle figure di merda in camera mortuaria…E’ passato un anno, epr certi versi trumatico…l’ultima volta che c’ho ripensato è stato proprio rileggendo il libro di uazza…due vite vissute sino in fondo…estreme…forse un altra conclusione non era davvero possibile…
Il braccialetto viola resiste..e cis tringe in un abbraccio che va al di là di retoriche e delle mille frasi fatte dette..basta uno sguardo da bastardo, una pezza attaccata o un consiglio…

ps: la prossima settimana a Lione 😀 😀 :D..per cui basta col momento nostalgia.

Volk

A fare le recensioni ci pensano già tanti, più bravi o più tronfi..io dirò solo che cos’è Volk.
Volk è un popolo.
Volk sono gli anni 80 a Bologna.
Volk è una follia senza senso.
Volk è vivere la musica.
Volk è i suoi viaggi.
Volk è ricerca.
Volk è una confessione.
Volk è underground.
Volk è paranoia e insicurezza.
Volk è gioia delle piccole cose.
Volk è Vita.
Volk è accettazione dei fatti della Vita.
Volk è sensod i giustizia e uguaglianza.
Volk è un concerto.
Volk sono le transenne reali o meno che lo separano da un mondo reale o meno.
Volk sono le sue canne.
Volk sono le sue dormite al limite dell’assurdo.
Volk è la cenere che lascia nel water in albergo.
Volk è il Mondo.
Volk è sesso.
Volk è l’impossibilità di essere una persona falsa.
Volk è schiettezza e franchezza.
Volk è godimento.
Volk è Graziano Cernoia..anzi..
Volk è Uazza.

man of constant sorrow – Gaby and the Batmacumba