Comuni Scatti

localdina

Dal 10 al 13 giugno, in una piccola e antica frazione del mio paese terrò la mia prima mostra fotografica. O esposizione. O rassegna. O semplicemente è una parete del museo del Contadino che attrezzerò con una decina di foto, senza particolare filo conduttore.

Ho fatto una locandina, ho fatto un modestissimo presente e modestissima sarà la mostra.

Eppure conto i giorni, le ore. E' una sagra che conosco bene quella di Sant'Antonio. Si dà una manoda anni, prima come amici, ora come associazione Rinascita. Eppure sarò emozionato, credo.

E' una sagra contadina vecchio stile. Dei gruppi che suonano, tortelloni, il giorno del santo il rosario(un buon momento per sparire..), i giochi con le balle di fieno. Il museo del contadino è la vecchia elementare. Mio nonno la frequentò tanti decenni fa. E nella stessa stanza esporrò le mie foto. E' strano..

Sono contento di un piccolo traguardo. Fiducioso che rotto il ghiaccio con questa ne verranno altre. Orgoglioso di mostrare le foto ( mostrare per l'ennesima volta) a persone a cui tengo e a persone che non conosco.

Non so come verrà, non so cosa penseranno le persone delle foto. Ma il giorno che le ho ritirate è stato come recuperare un tesoro. Tanti pensieri, tante parole e consigli ricevuti negli ultimi anni che prendevano forma. E il solito sorriso da ebete in faccia.

 

Tempismo

"Ogni posto è una miniera. Basta lasciarsi andare. Darsi tempo, stare seduti in una casa da thè a osservare la gente che passa, mettersi in un angolo del mercato…andare a farsi i capelli e poi seguire il bandolo di una matassa che può cominciare con una parola, con un incontro, con l'amico di un amico di una persona che si è appena incontrata e il posto più scialbo, più insignificante della terra diventa uno specchio del mondo, una finestra sulla vita, un teatro di umanità dinanzi al quale ci si potrebbe fermare senza iù il bisogno di andare altrove.

La miniera è esattamente là dove si è, basta scavare."

Tiziano Terzani

C'è chi mi conosce proprio bene 🙂

Cazzotti

Non che ne abbia mai preso uno. Anzi, ne sono stato sempre alla larga. Mi vengono i pizzicorini alle gambe se solo ci penso. Un po' come quando si guardano quelli che si accartocciano tra uno skate e il marciapiede.

Però me lo immagino così.

E in definitiva è stato così. Come un cazzotto inaspettato diretto sul diaframma.

Di quelli che per far passare il dolore sbatti il pugno contro il muro, sperando in un dolore più forte che attenui il primo. Di quelli che ti lasciano senza fiato e parole. 

Inaspettato però è la parola sbagliata.

Meritato è quella giusta.

Per almeno diecimila motivi. L'averle fatto del male, il non averci creduto, l'essermi allontanato, l'aver pensato come al solito solo a me stesso, l'aver nuovamente aspettato troppo. Settimane, mesi. Bastava forse un "ti va?". Per male che potesse andare si sarebbe trattato alla fine di un rifiuto, oltretutto giustificato. Per questo quel cazzotto è doppiamente meritato. Bastano meno di 5 minuti per rovinare tutto, ma mesi per rendere il tutto inevitabile.

E' stato il desiderio più grande di questi ultimi mesi, il solo pensiero realmente positivo su cui basare una serie di cambiamenti. Durante l'ultimo maledetto anno non c'è stata volta che non mi sia ripetuto le sue parole nei momenti più "bui". E io ripagai con l'indifferenza. E ho ripagato con un'attesa infinita che non avrà probabilmente una risposta. Battuto ancora una volta dalla paura della diversità e del confronto. Essere tremendamente banali nell'essere per forza "alternativi".

Ci saranno concerti quest'anno, amici, cambiamenti, viaggi. Sarà per forza di cose un anno diverso. Magari con aspetti particolarmente positivi o portatori di felicità e spensieratezza.

E se con il senno (egoista) di poi vorrei capovolgere la situazione, sono sicuro, e almeno questo è un pensiero felice, che adesso è molto più felice di quanto non lo fosse frequentando un'idiota con la mania del "lasciar andare le cose". Ed è l'unica cosa che conta.

To Do 2017

Alcune cose da tenere a mente…non si sa mai, vista la mia infallibile memoria.

Non ho fatto viaggi nel 2016. Cause di forza maggiore e un pelino di stress accumulato. Quindi:

  • Iceland
  • Espana
  • France
  • E poi vediamo se ci sta anche qualcos'altro dato che ricorre il centenario della Rivoluzioned'Ottobre e l'Hermitage non l'ho mai visto.

Sempre a causa dello stress accumulato:

  • Fare passaporto
  • Mandare mail a tappeto
  • Mandare un cordiale fanculo a una serie di personcine
  • Rinascita

Foto. Obiettivo: focalizzarsi e scattare

  • Zone industriali abbandonate
  • Viaggi
  • Reportage e contatti
  • Provincia
  • Studiare, studiare e studiare

In casa:

  • Mano di bianco
  • Cambiarla?!

In generale:

  • Felicità
  • Serenità
  • Meno stress e più farfalle

Saltando fra le pozzanghere

Domenica: Gogol Bordello

Giovedi: Marta sui Tubi

Venerdì: Bluebeaters e Hormonauts

Sabato: Stereophonics e Sigur Ros

 

Fra poco più di mezzora inizia il concerto dei Calexico a Bologna. Li seguo da 8 anni, non assiduamente,non sono un fan. Aspettavo una data vicina per non lasciarmeli scappare.

Invece sono a casa, con i nervi a fior di pelle. Di nuovo a controllare "cose di lavoro". 

E me la merito stavolta. Perchè dopo anni dovrei aver capito. Perchè dopo tutti i consigli degli amici avrei dovuto ficcarmi in testa che è ora di cambiare. Perchè alla fine andrà via senza che abbia sbiascicato una parola ed andrà via per inseguire i sui sogni. Perchè l'anno scorso l'unica persona che è stata in grado di portarmi serenità e amore mi spronava ad andarmene e ad inseguire i miei di sogni. E io l'ho insultata. E continuo a farlo oggi, ogni giorno, rientrando in quell'ufficio. Ogni sera, riaprendo il pc non so bene neanche io per quale motivo, per attaccamento a quello che faccio, perchè ci tengo, perchè mi dispiace quando un progetto va male non per colpa mia. E antepongo queste cazzate, perche di questo si tratta, a ciò che vorrei fare veramente, a ciò che potrei fare, o semplicemente a un minimo di serenità e felicità.

Ma arriverà quel momento, è già iniziato ad arrivare. Lo devo non tanto a me, quanto alle persone che ho vicino. Sceglierò come sempre la strada più contorta per arrivarci ma quel giorno arriva.

"Sei felice Riky?"

"No oggi no, ma non manca tanto."

Hoppipolla