Le favole

Settembre finisce, i pensieri sono tanti. Però è bello ogni tanto togliersi lo sfizio di far capire cos'è una "favola" e cos'è un "fatto". Ebbene si, c'è chi non comprende (tanto è una questione di comprendonio..) la differenza.

Se si vuole un pò generalizzare, la favola è il racconto, l'idea, il non ancora accaduto, il non-deciso, la balla, la menzogna, il millantar fatti. Un fatto invece..è semplicemente ciò che accade o che è gia accaduto. Impresso nella storia. Incancellabile. Ciò che nessuno, ma proprio nessuno può smentire. Volendo..parlando di P.A…una "favola", con opportune virgolette è un parere richiesto a un comune. La Delibera invece è un fatto. Non ci vuole molto a capirlo. Per cui anche un Parere, magari su uno "smarino", parola che tanti hanno imparato da poco, tra uno spritz e un giro su wikipedia, magari anche positivo…ahimè..ci si metta il cuore in pace…non è un Fatto.Rimane un idea, un proposito, orrendo, di proprietà di un'amministrazione (e solo di essa dato che il movimento ha già espresso la sua idea, sfuggita ai "furbetti") ma non è ancora un fatto.

Detto ciò…facciamo un pò un elenco dei fatti e delle favole che accadono in quella Valle.


Enormi vantaggi dal Tav.Anzi dal Tac.Favola

Grande opera ecologica ed eco-compatibile. Favola

Difesa della legalità e Osservatorio anti-mafiaFavola.

Organizzazione paramilitare. Favola

Opportunità economiche e turistiche per il territorio con le nuove infrastrutture. Turismo di cantere (!?!?!?!?!), by Virano.Favola

Nessuna occupazione militare e mantenimento dell'ordine pubblico.Favola

Menzogne sulla stampa da parte dei soliti giornalisti 1: occupazione di una ditta inesistente, la PromoGeovalsusa. Fatto

Menzogne sulla stampa da parte dei soliti giornalisti 1: diffamare una onlus manipolando un'intervista e inventarsi totalmente i dati amministrativi. Fatto

Menzogne sulla stampa da parte dei soliti giornalisti 1: Luca Abbà, anarco-insurrezionalista, che sale volontariamente su un traliccio. Fatto


Distruzione del sottobosco e del bosco in Clarea. Fatto

CUP identico ad un'altra opera pubblica per mascherare i flussi finanziari. Fatto

Presenza di cosche mafiosa già negli appalti del TAV di Reggio Emilia. Fatto

Dare appalti a chi ti finanzia e sostiene. Fatto

Lettere di minacce ad esponenti del movimento NoTav. Fatto

Incendi dolosi a macchine e a presidi NoTav. Fatto

Inchiesta Minotauro e intercettazioni che spiegano come Fassino è diventato sindaco e come in diversi consigli comunali ci sia un presenza rilevante delle 'ndrine. Fatto.

Decisioni prese tramite assemblee comuni e alla luce del sole. Fatto

Soprusi delle forze dell'ordine 1: il bar di Chianocco. Fatto

Soprusi delle forze dell'ordine 2: fogli di via illegali.Fatto

Soprusi delle forze dell'ordine 3: manganellate con il manganello tenuto al contrario e bastonate.Fatto

Soprusi delle forze dell'ordine 2: lancio di sassi e lacrimogeni al CS sparati sul volto.Fatto

Occupazione dei locali della Geovalsusa srl e discussione con i dipendenti documentata con video. Fatto

Paragone alla situazione palestinese ben argomentata con un'intervista ai responsabili dello SCI. Fatto

Progetto basato su dati vecchi di di un ventennio. Fatto

Lavori ai cantieri in ritardo sulla tabella di marcia.Fatto

Espropri forzati per garantirsi i minimi fondi europei poche ore prima della scadenza.Fatto

Infamare gli esponenti del movimento e raccontar menzogne su di essi 1: Luca Abbà, attivista e contadino, che trasmette in diretta gli espropri effettuati senza un'autorizzazione valida, salito un salito per resistere alle violenze fisiche e psicologiche di chi porta una divisa. Fatto

Incapacità da parte dei SITAV di argomentare le loro ragioni al di fuori di contesti ben "riparati".Fatto

Infinità di articoli, prove e documenti con cui smontare suddette persone. Fatto

Progetto a pezzi e dubbi a livello internazionale. Fatto


Commenti non ne servono. Siamo di fronte a dei dilettanti a cui sono state date poltrone e incarichi. Quando accade in una ditta, la ditta fallisce.

Non a caso questo stato non sta messo benissimo..

Preferisco però chiudere con questa, sempre più vera, considerazione.

 

..Il popolo è un bambino. 

Fa tante domande e tu non gli puoi dire la verità


sennò quello ti mette in difficoltà.


Per esempio io c'ho un figlio, si chiama Robertino Casoria, è il peggiore della classe.


Mi ha detto "papà cosa sono i terroristi?"


Io gli ho voluto dire la verità, gli ho detto: "Ti ricordi quando eri bambino? A Natale ti ho detto che sarebbe arrivato Babbo Natale.


Tu eri un bambino intelligente o non ci hai creduto.


Ma poi la notte io sono andato a mettere i regali sotto l'albero e la mattina appresso quando li hai visti hai incominciato a credere che li aveva portati Babbo Natale. Hai pensato che se c'è il regalo significava che c'è anche il barbone che lo porta con le slitte, con le renne.


E invece ero sempre io.


E i terroristi sono la stessa cosa. Qualcuno ti dice che ci sono i terroristi e tu non ci credi.


Poi scoppia 'na bomba, crollano un paio di grattacieli


e tutti pensano che se c'è l'attentato significa che ci stanno anche i terroristi che l'hanno fatto…


ma è tutta una bugia, è sempre papà che zitto zitto di notte fa scoppiare le bombe e poi da' la colpa ai terroristi" .


E mio figlio mi fa:


"l'amico mio Pancotti Maurizio – ché Robertino frequenta


un bambino ciccione che è insopportabile e secondo me è pure un po' deficiente – m’ha detto “­Pancotti Maurizio dice che questa cosa si chiama strategia della tensione!"


Allora io gli ho risposto "l'amico tuo Pancotti Maurizio è comunista!


E lo sai perché è così ciccione? Perché i comunisti si mangiano i bambini. Stai attento quando vai a fare la merenda da lui perché ti si mangia!"


E mio figlio Robertino ha cominciato a tremare.


Per una settimana non è più uscito di casa.


Gli ho fatto fare tutto quello che volevo, gli dicevo "lava la macchina! Metti a posto la stanzetta! Portami le ciabatte!", lui mi ubbidiva come un cagnolino. Perché si governa con la paura.


E il popolo è uguale.


Il popolo è un bambino.


Se vuoi che non si perda nel bosco gli devi dire che c'è il lupo cattivo, l'uomo nero!


I terroristi, l'arabi col barbone, i pirati della Malesia. Ogni tanto insomma bisogna cambiare, fare la rotazione.


Il diavolo, gli zombie, il mostro di Loch Ness, il bocio, i marziani, i fantasmi.


Il popolo è un bambino.


Se gli metti paura ti porta le ciabatte, ti lava la macchina.


Il popolo è un bambino.


Se gli metti paura ti ubbidisce subito.



Carta Straccia: #TavSI – Premesse e Prefazione

 

Si, questo libro alla fine va letto.E' uno sforzo necessario.Cercando di non ridere ad ogni pagina.

Primo, perchè rimane l'unico documento a proporre i vantaggi del TAV, e ci sarebbe da chiedersene il motivo.

Secondo, perchè è interessante vedere come un signore che ha fatto il liceo Magistrale e un altro signore che fa l'architetto, si inventino dati e soluzioni per salvare l'Italia a livello politico,economico e sociale. Un panacea.

Le Premesse

Il TAV: treno ad alta Velocità, diventato nel corso degli anni di fallimentare progettazione "Treno ad Alta Capacità", è una parte del famigerato Corridoio 5, il Lisbona – Kiev, una di quelle arterie pensate agli albori dell'Europa(anni e anni fa) che doveva migliorare i collegamenti fra gli Stati dell'Unione. Grande opera pensata su stime ottimistiche e con piglio decisamente capitalista = binari, bucchi e viadotti ovunque. Dove siamo ora: Europa sull'orlo dello sfacelo, crisi mondiale da anni, ma a prescindere da questi fattori, stime che non confermano assolutamente quanto ipotizzato. Sarebbe sostanzialmente un'opera dispendiosa e inutile.

Un movimento di lotta popolare che va avanti da anni, con iniziative e manifestazioni. Ma soprattutto con delle proposte. Mai ascoltate. A Roma e a Torino tanto hanno già deciso dove si deve devastare, e soprattutto a chi far devastare. Neanche partito il cantiere e subito scoperta un' infiltrazione di stampo mafioso. Ma come non dare dei mafiosi anche a coloro i quali affidano milioni di appalti di costruzione ad una delle loro cooperative, la CMC. Poi vengono a parlare e a dare lezioni di libero commercio, di scambi, di liberalismo. Balle! Menzogne! Non è altro che uno scambio di favori e di interessi con l'unico scopo di far cassa.

Il movimento negli ultimi anni si oppone con forza. Scatta la repressione.

Da una parte i valligiani e i cittadini italiani, che se lo ficchino bene in testa, che organizzano manifestazioni, presidi di resistenza, campeggi, volantinaggi, diffusione multimediale e anche vera e propria resistenza contro quella che è agli occhi di tutti una pura occupazione militare.

Dall'altra parte loro, i poltronati di Torino, quelli piazzati su una seggiola dalla nomenklatura di partito, formati da anni di dirigenza negli enti pubblici. Che bello sport questo dell'Italia, ne siamo campioni. Le nomine politiche degli enti pubblici. Poi ci si chiede come mai le persone perdono la fiducia in coloro che gestiscono la cosa pubblica. Poi la stampa, anzi, La Stampa per fare nomi e cognomi, e tutti quei giornali di partito e difensory delle lobby finanziarie e politiche,che, come in guerra, si fermano nell'albergo di lusso più lontano per fare la loro cronaca e per riportare una realtà totalmente distorta. Il loro scopo è istruire con la disinformazione il lettore medio.Operava in questa maniera il nazi-fascismo, un'unica versione dei fatti. Non vanno sul campo, anche perchè ne avrebbero paura dato l'enorme coda di paglia che si portano appresso. Stanno nella loro stanzetta, senza intervistare i valsusini, e si inventano i fatti. ben pagati ovviamente, ci mancherebbe. L'obiettivo è dare contro a quella parte di Italia. Tanto è di frontiera o di passaggio, quindi il resti degli Italiani, soliti menefreghisti, se ne frega altamente.

Si arriva al limite, con forze dell'ordine che manganellano e insultano la popolazione, quando invece dovrebbero difenderla, che creano disordine invece di mantenerlo(e ci sarebbe da discutere molto su questo fatto..a che serve una forza dell'ordine,se l'ordine c'è gia..bisogna giustificare in qualche modo i 90000€ giornalieri spesi dai contribuenti), gas CS sparato ad altezza occhi nonostante venga vietato da leggi internazionali, fogli di via dati assolutamente senza giustificazione e per i quali si ricorrerà al tribunale, numeri di matricola nascosti con il nastro adesivo per evitare di essere riconosciuti, incendi dolosi alle macchine dei valsusini. Fino a un ipotetico attacco con le molotov, mai visto, mai documentato. C'è da chiedersi se non siano le molotov della Diaz, magari le hanno ritrovate e ora fan comodo.

E in effetti il paragone con i fatti del G8 ci sta tutto. Compreso il ministro dell'Interno, che mai si è degnato di ricevere una delegazione della valle e che mai ha dimostrato di volersi interessare veramente alla questione TAV, che si complimenta con l'operato delle Istituzioni. "Bravi, bravi, bel lavoro". Intanto però non si fa vedere in valle.

Ricordiamo tutti come è andata al G8. Con l'Italia tacciata e ridicolizzata dal resto del mondo per le torture nei confronti dei manifestanti e le sentenze, che per quanto ridicole, almeno ci sono state.

Il Libro

Già descritti gli autori, i quali fanno ulteriormente una pessima figura pubblicizzandolo come gratuito, e poi chiedendo a Confindustria(guarda caso) di pregare le aziende e i dipendenti di dare un obolo. Ma come, le casse del PD traboccano di milioni di €, frutto di illegali rimborsi elettorali(finanziamenti ai partiti) e questi hanno il coraggio anche di chiedere un obolo.

160 pagine di dati tecnici, uno dopo l'altro per creare semplicemente scompiglio e una parvenza di competenza. La prima reazione infatti è "Cavoli, se citano cosi tanti numeri, e fan vedere cosi tanti grafici, tutti molto ottimisti, allora hanno ragione". Peccato che le fonti citate siano poche, le analisi vecchie, le giustificazioni patetiche.

La Prefazione

La fa il segretario. Ah beh, allora! Diciamolo, puntano tutto su quello che fa un pò ridere perchè viene imitato da Crozza. "Oh Ragassi, la TAV bisogna che la facciamo". La credibilità della classe politica ora è misurata da quanti ti imitano.

Si invoca subito il riformismo in questa prefazione banale e stucchevole. 

Le Riforme. 

L'arma elettorale più potente dopo lo slogan "meno tasse per tutti". E in effetti il centro-sinistra, quello che dovrebbe essere un lontano erede di una mente come Gramsci, ha acquisito ormai il linguaggio del suo avversario preferito e non avendo più niente da proporre, non avendo più politici, non avendo più militanti, non avendo più IDEE, si affida alla pubblicità, forte comunque dell'ignoranza delle persone.

Governano da anni, sono su quelle poltrone da diverse legislature, ma i loro verbi sono sempre al futuro: "Se verremo eletti, faremo le riforme, cambieremo la legge elettorale, abbasseremo, promulgheremo, faremo, disferemo, costruiremo, porteremo, finanzieremo…" e via dicendo. Anzi, precisiamo, sono frasi condizionali.

Quella delle Riforme poi. Vorremmo capire in che modo rappresenti una svolta per l'Italia. Come giustamente dice anche il libro (primo autogol) la prima grande opera risale a Cavour. E poi le bonifiche mussoliniane,la ricostruzione del dopoguerra, autostrade, aeroporti, le grandi industrie necessarie (ILVA e Porto Marghera), ponti millantati, linee ad alta velocità che hanno distrutto un territorio e messo in ginocchio l'economia dell'appennino fra Bologna e Pistoia (è importante ricordare che le promesse erano le stesse della linea Torino-Lione..poi se ne riparla..). Cantieri ovunque, l'Italia è 150 anni che fa Grandi Opere. Spesso senza neanche completarle, come la SA-RC, ovviamente anche lei indispensabile e strategica, e da anni cassaforte e salvadanaio di 'ndrangheta e camorra.

Eccole le loro Riforme, fare quello che si è sempre fatto. Cemento e mattoni ovunque. Come Keynes insegna ("dategli da fare, anche fosse una sola buca per terra"). Di questi geniali statisti quanti vengono ricordati o quanti lo saranno? Si nessuno, fra qualche anno saranno quelli che si scanseranno dicendo "Il TAV non è stata una mia decisione, ce l'hanno chiesto e noi dicevamo di no". Tanto saranno in pochi a ricordarsi. Nel frattempo avranno prosciugato le tasche dei cittadini,devastato irrimediabilmente una valle, epropriato e aumentanto il disagio sociale.

La prefazione è quindi una supercazzola di due pagine, dove tra "eversione, strategia, processo democratico e imprescindibilità", il segretario dice poco o nulla, fa appello a un vocabolario che neanche il migliore dei conservatori saprebbe tirar fuori, ma conferma che il suo partito non si vuole confrontare con le persone,non vuole passare alla storia per essere un partito che davvero cambia rotta per riformare e innovare l'Italia, e che di "Democratico" ha ben poco, non ultimo il vietare l'ingresso alla loro festicciola (molto ridicola tra l'altro) a consiglieri comunali di Torino.

Se i punti di partenza, caro segretario e cari esponenti del PD piemontese, sono questi, sappiate che state già perdendo. Non è solo il TAV il fattore con cui vi state confrontando, è la credibilità stessa di quelli che vengono eletti per governare un paese. 

E non è che si stia parlando di chissà quali sistemi. Non di anarchia, non di rivoluzione, di rivolta. Magari! Troppa grazia! Pura e semplice gestione della cosa pubblica, che sia locale o nazionale, cosa che un amministratore, quali voi semplicemente siete, dovrebbe fare.  

ps: premetto che non entrerò nel dettaglio tecnico del libro. Essendo dati de-contestualizzati e molti dei quali vecchi almeno di una decina di anni si commentano da soli.Nonostante sia un tecnico anche io. Mi premeva mettere in evidenza giusto qualche palese incoerenza fra ciò che gli autori millantano e la realtà della Val Susa, realtà dalla quale loro sono ben lontani.

Lettera aperta di Stefano Dorigo agli organi di comunicazione

Molto probabilmente gli organi "ufficiali" non considereranno per nulla questa lettera di Stefano Dorigo, lo scrittore NoTav a cui è stato consegnato un foglio di via. 

E' il Web che deve dare voce al continuo massacro dei diritti costituzionali che i difensori della più grande opera inutile italiana portano avanti quotidianamente.

"Con la preghiera di massima diffusione e visibilità.

 

Scrivo questa lettera aperta, rivolta a tutti i mezzi d'informazione italiani, per riportare un abuso indicativo dei tempi che viviamo.

Sono Stefano Dorigo, scrittore, co-autore assieme a Pantaleo Elicio del romanzo “A Riot Of My Own” e studioso della comunicazione legata ai fenomeni sociali. In questo periodo sto componendo una tesi di laurea attorno all'uso di Internet da parte del movimento No Tav, sotto la direzione dell'università di Paris8, e ho in progetto un romanzo sulla medesima mobilitazione.

Questi fatti non sono un segreto. Li ho dichiarati pubblicamente alla presentazione del mio romanzo, avvenuta domenica 29 luglio al campeggio No Tav di Chiomonte, dove ho soggiornato una decina di giorni, anche per portare avanti i miei studi.

Assieme alla mia compagna, Giustina Marta, avevamo deciso di ritornarci per le ultime due settimane di agosto, al fine di trascorrere le nostre vacanze, prima di separarci a settembre per fare ritorno alle nostre mansioni: lei musicista a Tivoli, io studente precario a Parigi. Questa esperienza è stata interrotta bruscamente appena al secondo giorno, il 18 agosto, quando durante un controllo dei Carabinieri a Susa, risultava una notifica in sospeso per me da parte della Digos. Alla questura di Rivoli avviene la notifica dell'atto che si rivela essere un foglio di via della durata di due anni dai comuni di: Avigliana, Bussoleno, Chiomonte, Exilles, Gravere, Giaglione e Susa. In pratica tutta l'area dove la mobilitazione No Tav è maggiore in questi mesi.

Mi si contesta di aver tentato di raggiungere in treno il presidio anti-nucleare a Bussoleno, nella notte del 24 luglio, per contestare il passaggio di un convoglio di scorie nucleari dirette verso la Francia; di esserci andato in compagnia di persone facinorose e manifestamente appartenenti all'area di contestazione o anarco-insurrezionalista o marxista-disobbediente; di essere stato presente su tal treno, bloccato da un freno di emergenza e di campeggiare al campeggio Gravella di Chiomonte, da cui sarebbero partiti episodi di guerriglia. Questi eventi, uniti al fatto che nei comuni prima indicati, non svolgo alcuna attività stabile e lavorativa, non ho residenza o legami famigliari, o nessun interesse dichiarato rilevante, fanno di me una persona socialmente pericolosa. Pertanto mi viene interdetto l'accesso alla Val di Susa per due anni.

Questo è un tentativo di punire chi sul treno è rimasto ostaggio delle forze di Polizia per quattro ore e mezzo, le quali si sono presentate in ingente numero e in tenuta antisommossa alla stazione di Bussoleno, impedendo al mezzo su cui stavano 115 persone, tra manifestanti e passeggeri comuni, di ripartire (altro che freno di emergenza!), creando una situazione tesissima, scioltasi solo dopo l'arrivo di due avvocati e un ex parlamentare di Rifondazione Comunista, Ezio Locatelli.

In più si va a sanzionare chi cerca di creare una narrazione alternativa e reale attorno alla mobilizzazione No Tav, tanto da farne oggetto di studio. L'interdizione a due anni è un pesante limite per me e il mio lavoro, poiché mi è necessario essere presente sul campo per avere accesso diretto alle fonti, al fine di svolgere un lavoro qualitativo. Altro che nessun interesse dichiarato rilevante.

Viene da avanzare una riflessione tanto amara quanto pesante: non potendo colpire direttamente con idranti o lacrimogeni chi scrive, poiché privo di una telecamera o una macchina fotografica che lo rendano facile bersaglio, lo si attende al varco per tenerlo fuori dai giochi per due anni. Un ragazzo che lancia pietre rientra nella norma per loro, riescono a gestirselo: invece chi scrive di chi tira le pietre è una variabile impazzita, normalizzabile solo con l'allontanamento coatto.

Con questa lettera denuncio questa grave limitazione della libertà di espressione, auspicando la sua più ampia diffusione su tutti i circuiti d'informazione.

Invio in allegato copia del foglio di via e del resoconto girato sui circuiti di movimento dal titolo "Il foglio di via dello scrittore No Tav", al fine di avere una completa visione sul fenomeno.

 

Distinti saluti,

 

Stefano Dorigo

 

"Il foglio di via dello scrittore No Tav": http://www.facebook.com/notes/stefano-dorigo/il-foglio-di-via-dello-scrittore-no-tav/417660558271201

 

L'atto del foglio di via: http://www.facebook.com/media/set/?set=a.10151116306912980.462021.830157979&type=3"

Balle Statali

Oggi è il turno di Stefano Dorigo, scrittore NoTav.

L'essere NoTav è ormai una colpa agli occhi dello Stato, delle FF.OO. e di coloro i quali del Tav hanno sentito parlare solamente tra la pastasciutta e la bistecca.

Essendo una colpa questo "modo d'essere" deve essere perseguito dalla Legge ad ogni costo.

In questo caso con uno dei fogli di via valido per i Comuni della Val Susa distribuiti con tanta generosità nelle ultime settimane.

A questo link si può trovare l'articolo di Stefano riguardo ciò che gli sta accadendo.

A parte la vicenda personale dello scrittore cos'è che salta subito agli occhi leggendo l'articolo? I seguenti estratti:

  • Comincia lo spettacolo che vede contrapporsi Carabinieri e Polizia di stato per la consegna della notifica, con noi in impotenti spettatori.

    Si cerca di fare di tutto per rendere effettiva la consegna dell’atto alla caserma di Susa: al maresciallo non piace l’idea di scortarmi fino alla questura di Torino. Ma la Polizia insiste: devono notificare loro l’atto. Si mette di mezzo anche il capitano dei Carabinieri di Susa, il quale però riesce solo a trattare per una mediazione: la consegna avverrà alla questura di Rivoli. Una via di mezzo tra Torino e il comune dove mi hanno fermato. Susa.

    Lungo il tragitto il maresciallo si confida.

    Non ne posso più di questa valle. Per fortuna che non dobbiamo andare fino a Torino, ma poi anche tu… ma chi te lo ha fatto fare di avvicinarti all’auto? Non te ne potevi stare tranquillo ad aspettare più in là? Ora dobbiamo gestirci tutto questo casino. Poi sembri un bravo ragazzo: non ha la faccia da testa di cazzo…


  • Risulta che insieme ad altri facinorosi manifestatamene appartenenti all’area di contestazione o anarco-insurrezionalista o marxista-disobbendiente, nelle prime ore del 24 corrente luglio prendevo quel famoso treno per Bussoleno. Si dice in più che prima che il treno entrasse in stazione, gli occupanti ne arrestavano la corsa mediante l’azionamento del freno di emergenza. Io mi ricordavo che a fermare il treno, e ad impedire che ripartisse, fossero centinaia di poliziotti che gradivano la nostra compagnia in stazione.

    Mi si accusa di campeggiare in luoghi dalla dubbia fama e scegliermi compagni di viaggio poco raccomandabili e che questo, unito al fatto che nei paesi indicati nel foglio di via, non svolgo alcuna stabile attività lavorativa, non ho residenza, o legami famigliari o nessun interesse dichiarato rilevante, fa di me una persona pericolosa per la società.


  • Se si tiene conto di questi fatti, la faccenda risulta chiara. Sono pericoloso, pericolosissimo. Perché un ragazzo che lancia pietre loro se lo riescono a gestire, non sanno invece gestirsi chi invece scrive di chi tira le pietre. A lui non puoi sparare lacrimogeni o puntarlo con l’idrante quando è sotto le reti: uno scrittore non è facilmente identificabile come uno con una videocamera o una macchina fotografica in mano.


Ricapitolando: il clima è teso e non per il movimento NoTav. Forse anche chi esegue quotidianamente degli ordini inizia a capire l'inutilità nel presidiare militarmente un cantiere e forse anche l'inutilità dell'opera stessa. Non solo, si evince come i mezzi per censurare l'informazione libera della valle siano all'ordine del giorno. Solo i giornali di editori con i "dindini" o di proprietà di un partito politico che ha da guadagnarci in tutta questa vicenda possono fare "informazione". Ma ancora più importante dal mio punto di vista, e credo ciò rappresenti un crimine a tutti gli effetti, in un Atto ufficiale si riportano e certificano delle BALLE, solamente delle BALLE.

A fermare quel treno furono le FF.OO. e credo addirittura che in un qualche articolo di giornale questa cosa sia stata anche riportata, evidenziando come sempre l'encomiabile sforzo nell'identificare tutti gli occupanti del treno, NoTav e pendolari regolari. Non penso che a qualcuno dei manifestanti sia venuto in mente: "Guarda, la Polizia in Stazione! Dai, fermiamo il treno, cosi ci fermano tutti!Yeeeeeeah!". E oltre le balle la beffa: non si sa su quale non riportato giudizio o parametro, il Signor Stefano Dorigo frequenta gente poco raccomandabile, campeggia in luoghi dalla dubbia fama e oltre tutto è un potenziale pericolo per la società perchè si reca in luoghi dove non è residente, non lavora e non ha alcun particolare interesse (doppiamente falso, sta scrivendo un libro, nonchè una tesi su questa grande opera inutile). Non male come motivazioni.

E quel giorno, è bene ricordarlo, veniva fatto passare alla chetichella, un treno di scorie nucleari per i territori della Val Susa, con la speranza che nessuno se ne accorgesse. Alla faccia dell'ambientalismo ipocrita del PD piemontese.

Ecco il punto a cui siamo arrivati: per screditare il movimento e colpire i singoli individui si inventano delle sacrosante balle che vanno a finire su un Atto Ufficiale della Repubblica. 

Ma..la Costituzione, i diritti del cittadino..nel cesso?

Finisco però con questo articolo. Io non sono un esperto di diritto, anzi, non ne so proprio nulla. Però, questa sentenza potrebbe invalidare un Foglio di Via come quello descritto?