Where the Hell is Matt 2012

Iniziò per gioco Matt Harding..probabilmente facendo un qualcosa che in viaggio con gli amici si fa sempre..

Riprendendo uno della compagnia che si mette a improvvisare un ballo, una scena, una faccia in un posto dove nessuno lo conosce…perdendo cosi ogni inibizione.

Dancing Matt…i viaggi si accumulavano e i video su internet anche..diventavano dei corto, la gente si univa alla danza  e nasceva qualche coreografia..

Sino all'ultima del 2012.

I viaggi hanno toccato Piazza Tahrir, Damasco, Pyonyang, l'Iraq, il Libano, Kigali..

A me mette un'allegria incredibile. E' empatia allo stato puro. Io che sono un polemico, un pigro, spesso anche negativo verso il mio mondo, mi sono utilizzato a riflettere sull'uso che Matt ha fatto del pc, di Internet, del "Social". E non posso fare altro che pensare "E' uno dei pochi che ha capito e interpretato la Rete". Circondati da gli imprenditorucoli che organizzano le "magnalonghe" serali per discutere di Cloud, da Project Manager che hanno il libro del buon venditore sotto il cuscino, da quelli che iniziano le frasi "Sai, …" presupponendo che tu non sappia proprio nulla, dall' utente medio che non si ricorda manco le password dei mille Social Network a cui è iscritto, da quelli che bene o male devono sempre importi la loro opinione, Matt è emerso letteralmente e in video condensa:

  • la Rete
  • la semplicità
  • il messaggio
  • il divertimento
  • l'impegno

Semplicemente magico.

Matt Harding

Autunno

Domani torni! E mi vien voglia di ripartire con te subito!

The island it is silent now
But the ghosts still haunt the waves
And the torch lights up a famished man
Who fortune could not save

Did you work upon the railroad
Did you rid the streets of crime
Were your dollars from the white house
Were they from the five and dime

Did the old songs taunt or cheer you
And did they still make you cry
Did you count the months and years
Or did your teardrops quickly dry

Ah, no, says he, 'twas not to be
On a coffin ship I came here
And I never even got so far
That they could change my name

Thousands are sailing
Across the western ocean
To a land of opportunity
That some of them will never see
Fortune prevailing
Across the western ocean
Their bellies full
Their spirits free
They'll break the chains of poverty
And they'll dance

In Manhattan's desert twilight
In the death of afternoon
We stepped hand in hand on Broadway
Like the first man on the moon

And "The Blackbird" broke the silence
As you whistled it so sweet
And in Brendan Behan's footsteps
I danced up and down the street

Then we said goodnight to Broadway
Giving it our best regards
Tipped our hats to Mister Cohan
Dear old Times Square's favorite bard

Then we raised a glass to JFK
And a dozen more besides
When I got back to my empty room
I suppose I must have cried

Thousands are sailing
Again across the ocean
Where the hand of opportunity
Draws tickets in a lottery
Postcards we're mailing
Of sky-blue skies and oceans
From rooms the daylight never sees
Where lights don't glow on Christmas trees
But we dance to the music
And we dance

Thousands are sailing
Across the western ocean
Where the hand of opportunity
Draws tickets in a lottery
Where e'er we go, we celebrate
The land that makes us refugees
From fear of Priests with empty plates
From guilt and weeping effigies
And we dance

Giugno o Settembre?

 

Un ponte con la pioggia con niente(balla!) da fare è micidiale..Presente la sensazione delle prime pioggie fredde di settembre, dove ancora hai i pantaloncini corti ma ogni tanto hai freddo!?!?e non riesci a metterti qualcosa di più pesante perchè se te lo metti senti tremendamente caldo!?ecco..a me queste giornate mi ammazzano di pensieri..stagioni che si chiudono o che si aprono, eventuali riepiloghi o riassunti dei mesi passati e di conseguenza ricordi e nostalgie..

Questo ponte sta passando cosi, tra 5(quasi 6) film visti, qualche ora di studio, qualche ora di ripristino files, qualche ora di acquerelli e in tutte le ore pensieri sull’ultimo anno..o per lo meno dalle ultime giornate in cui modena godeva un pò di quel sole che iniziava a scomparire nel fresco settembre..

Le cose stanno cosi: non mi levo dalla testa i viaggi fatti eci ripenso con nostalgia. So che dovrei essere al 7° cielo, e lo sono e conto le ore(anzi..ho dovuto pure fare un’aggiuntina non considerata), è che mi ero abituato a prendere un treno, un pullman o un aereo per un incontro in qualche stazione diversa..genova, lione, modena, parigi..

Sto ripensando molto ovviamente ai viaggi in Francia..rimane un qualcosa che mi è entrato pesantemente nelle vene..e niente mi leva dalla testa quel cafè a Lione e pensare di poterci vedere un futuro, chi lo sà..e niente mi leva dalla testa le passeggiate fatte su per quella collina, o a Montmartre, la spesa ai mercati o alle botteghe, i lungofiume, gli spuntini recuperati quà e là, la vetrata su Père Lachaise, anche i giorni di incomprensione..

Non so a questo punto se si tratta solo di nostalgia dei viaggi fatti o degli attimi vissuti o di altro. Attimi forse meno spontanei e manchevoli di certi lati di "abitudine"..causa di forza maggiore. E quasi mi sembra di "iniziare" nuovamente..come se questi mesi fossero stati un sogno dal quale fatico ancora a svegliarmi. Se si trattasse invece d’altro non lo saprei ancora dire, nè tantomeno identificare…qua mi stanno annoiando tante cose, e soprattutto in queste cose non vedo sbocchi. E poi sto cacchio di vizio di essere un bambino incontentabile che si annoia subito e vuoel subito cambiare. Non saprei..devo un pò riordinarMi. Solo che avere un libretto d’istruzioni a volte non sarebbe mica male..

Ma poi…dicendola tutta…ma non è mica un peccato pensarci

Où?

 

Se ci tornerei?Anche subito. Atteso per anni, veloce, intenso, troppo breve sicuramente. Ogni viaggio mi lascia sembre degli strascichi…questo il doppio..pur sapendo che ogni idea è a dir poco proibitiva, il pensiero comunque martella la testa..e se non è li da altre parti,transalpinicamente parlando. Mah..chissà..troppo in là..c’è ancora una nebbia fitta a partire dal dopo tesi…si diraderà prima o poi.

Quanti bar o brasseries potrà avere quella città..1000? 10000?..non ne ho idea…l’unico chiuso ovviamente Quello.Segno del destino che mi invita a tornarci o semplicemente pura sfiga concentrata :). Si è stato abbastanza paradossale vedere quel luogo "noto", "visto" chissà quante volte, pieno di muratori e non di avventori.

Impressionante l’Impressionismo..un conto è vederli e contemplarli nella carta stampata. Un conto dal vivo..quasi da rimanerci increduli e da dire "Ma no, quelle pennellate non sono di olio vero e soprattutto non le ha fatte monet…è sicuramente un trucco..".

Scoprire le vite degli altri, sapersi come si sono arrangiati a vivere in un altra città cosi lontana, o pensare solamente agli autoctoni e alla varietà di mestieri e di vite che vivono mi fa sempre tornare in mente che forse nel 2001 la mia non è stata una scelta così ponderata..certo sono cambiato da allora e scelsi forse più per paura del futuro che non per gioia nell’affrontare i diversi eventi..magari scegliere diversamente mi avrebbe portato da altre parti..chi può dirlo..magari mi avrebbe formato diversamente..magari però non avrei neanche quello che ho ora e questo non mi garberebbe affatto.

Le vite nei film sono perfette perchè qualunque evento dettato dal caos è scritto..c’è un copione dietro..le nostre no, il copione non ce l’hai..magari te lo immagini da piccolo o da adolescente ma poi prende una piega diversa..ci sono delle riscrittura e malgrado certe riscritture non ti convincano del tutto sei costretto, per contratto, a recitarle. Sarebbe bello sapere, se rescisso uno di questi contratti, poi si ha la certezza di averne altri più convincenti…ma ovviamente non è questa la vita.

Addormentarsi in un materasso a terra, con una vetrata davanti e le luci della città e della Tour davanti, stretti in un abbraccio, rimane però la cosa migliore..

Paris – Camille Dalmais

On The Road

Ennesima valigia fatta..ennesima valigia da chiudere…è una protesi ormai..come in un film di Cronenberg..ne conservo una, e infilo il sacco a pelo in un altra, conservo il sacco a pelo e penso a come disporre i maglioni(scomodissimi da sistemare) in un’altra…il chiodo fisso è pensare a quanti traslochi fatti, navi o aerei presi..e domandarmi se mi piaccia più cosi, o magari sognare un posto che per ora è come un minuscolo ountino fra un enorme prato e un enorme cielo…
Ma in fondo per ora va bene cosi..in fondo adoro gli aeroporti..ci vivrei :D..sto bene quando mi porto dietro le mie cosette..la "mia casa"..son le piccole cose che riescono veramente a renderti felice…magari una scritta su una via della Croix Rousse che ti ricorda "il posto più bello del mondo" o magari una piccola zolletta di zucchero che ti addolcisce la giornata(e anche un pò la lontananza…
Voglio basare la mia vita su queste piccole cose..le piccole gioie..senza grandi discorsi da professoroni, da quelli che non riescono mai a darsi torto, da quelli che hanno sempre una soluzione per tutti i problemi…dalla ruggine alla fame nel fondo..
Piccole cose…essenziali…l’essenziale sarà pure invisibile agli occhi…ma ti riempie il cuore

La valse de amélie – Piano Version (Yann Tiersen)

ps: penso che dopo un anno qua…ho quasi intenzione di traslocare…internauticamente parlando…vedremo se ne avrò il tempo 😉